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La magia dei desideri realizzati, non è utopia, non sono loro a non esistere, ma siamo noi che li blocchiamo smettendo di crederci. (Ejay Ivan Lac)
 
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 24 Giugno – Notte di San Giovanni, Festa di Foris e Festa della Fortuna

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Asineth
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MessaggioTitolo: 24 Giugno – Notte di San Giovanni, Festa di Foris e Festa della Fortuna   Mer Giu 24, 2015 4:31 pm


La Festa del 24 Giugno era caratterizzata da fuochi e da falò, riti collegati ad antichi culti solari giacchè la festa cade nel Solstizio d’ estate, tempo di mietitura

Virgilio rievoca nelle Bucoliche gli Ambarvalia, antica festa romana in cui si facevano dei sacrifici a Cerere, la dea delle messi

Si pensa che la notte di San Giovanni avvengano maraviglie e prodigi, e per questo è della la Notte delle Streghe: si pensava che il 23 Giugno le streghe volassero sulla Basilica di San Giovanni per radunarsi in un grande Sabba

Tra le streghe si credeva, ci fossero anche Erodiade e la figlia Salomè  condannate a vagare per aver fatto condannare Giovanni il Battista

Chi crede in tale leggenda, per non far entrare in casa le maliarde mettono all uscio della loro casa del rosmarino, ginepro, alloro, ulivo o aglio contro i malefici e come erbe portafortuna o portaricchezze o un mazzetto di erbe magiche fatto di iperico, artemisia, ruta, menta e Salvia

E’, quella di San Giovanni, la notte più magica dell’anno: malìe, incantesimi, riti e credenze si fondono e danzano alla luce delle stelle.

Alzate lo sguardo al cielo stanotte e lo vedrete segnato da quelli che paion nembi sottili, ma che in realtà sono nugoli di streghe le quali, da qualsiasi parte del mondo, volando si recano al Grande Sabba che si terrà a Benevento, sotto le frasche delGrande Noce che riapparirà solo per loro.

In questa notte quindi, per evitare che streghette curiose e dispettose vogliano infilare il nasone adunco in casa vostra, sarà bene porre di fronte all’uscio un belmucchietto di sale o una grande scopa; le megere, per poter entrare, saranno primaobbligate a contare granello per granello e saggina per saggina: così il tempo passerà,verrà mattina e dovranno per forza tornare a nascondersi nei loro antri.

Oppure, per evitare che s’introducano nelle abitazioni scendendo dal camino, occorrerà posare sulle braci le molle e la paletta incrociate: e chi camminando per strada non vorrà incontrarle , sarà d’uopo che si munisca di lanterne, torce e strumenti musicali con i quali accompagnare canti a squarciagola, che di certo terrorizzeranno le streghe anche perché, per farsi coraggio, i musicanti avranno prima avuto l’accortezza di rimpinzarsi di lumache cotte nell’aglio, odore odiato dalle megere, nonché di “fare il pieno” con qualche litrozzo di quello buono, e si sa che i canti degli ubriachi non son certo allettanti come quelli delle sirene.

La Notte di San Giovanni, la rugiada che bagna i prati acquista miracolose facoltà:rotolarsi nell’erba bagnata renderà il fisico scattante, vigoroso e bello. E passeranno persino i reumatismi. Dicono.

Persino determinate erbe raccolte bagnate di rugiada in questa magica oscurità sono miracolose: l’artemisia, la ruta, l’iperico, la salvia (contro il mal di pancia), lamenta (contro l’influenza), il rosmarino (contro  le calvizie), ma soprattutto -eccolo di nuovo- l’aglio perché come dice il proverbio: “Chi non prende aglio a San Giovanni,è povero tutto l’anno”.
In realtà questo detto si riferisce all’uso di acquistare in questo periodo l’aglio da piantare per il prossimo raccolto; ma l’aglio è in ogni caso un ottimo scaccia-maligni, o per lo meno tiene lontano i seccatori. Pare.

Raccontano anche che, solo a mezzanotte in punto, una pianta di felce che nasce accanto ai rivi fiorisca: chi riuscirà a cogliere questo fiore (di cui nessuno ha mai svelato la forma) acquisterà fama di saggio nonché la capacità di leggere il passato e prevedere il futuro.

Perché stanotte è una magica notte solstiziale; quella di mezza estate, come dicono i britanni come Shakespeare, quella dove i sogni sono  veritieri e ciò che è impossibile si avvera.

Ma è, quella di San Giovanni, soprattutto una notte che parla d’Amore: poiché il 24 giugno è ovunque considerata la data più propizia ai matrimoni, sono moltissimi gliantichi “riti” di previsione sentimentale che le ragazze prive di fidanzato potranno provare a fare esattamente a mezzanotte.

Come versare un bianco d’uovo in un bicchiere ed esporlo sul davanzale della finestra; se, alla mattina, si troverà l’acqua ricoperta di bollicine, vorrà dire che entro poco troveranno un uomo bello, buono e ricco. Se non sarà cambiato nulla, bisognerà aspettare con pazienza il prossimo 24 giugno.

Se, invece, dopo aver raccolto un cardo e averlo bruciacchiato, lo si nasconderà in una fenditura del muro e la mattina lo si troverà verde e fresco come appena colto, vorrà dire che ci si innamorerà felicemente corrisposte entro l’anno.

Oppure, sempre a mezzanotte, prendere tre fave: ad una togliere completamente la buccia, ad una solo metà, la terza dovrà rimanere intatta. Dopo aver incartato le tre fave come caramelle, verranno poste sotto il cuscino e la mattina, se ne pescherà una a caso.
La fava con la buccia intera vuol dire “marito ricco”, con mezza buccia “abbastanza benestante”, senza buccia “povero in canna”.

In certe zone le fanciulle, prima di addormentarsi, pregano San Giovanni di far vedere loro in sogno il volto del futuro compagno; altri dicono che se una ragazza a mezzanotte si guarderà allo specchio, vedrà riflesso accanto al suo volto quello dilui.

In Veneto le nubili che hanno più di un corteggiatore, la notte di San Giovanniscrivevano su bigliettini i nomi dei loro spasimanti, uno per uno: dopo aver piegato i biglietti in quattro, li gettavano in un catino d’acqua e il bigliettino che a contatto dell’umido si apriva per primo, conteneva il nome dell’uomo “giusto”.

Da parte loro i maschietti in questa notte dovranno cogliere foglie di valeriana, verbena e maggiorana, farle seccare, ridurle in polvere e, al momento che giudicheranno propizio, gettarle addosso alla donna desiderata ma ritrosa: pare che il successo sia assicurato. Pare.

Ne La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, Ornella dice ad Aligi:

E domani è  Santo Giovanni,
fratel caro: è San Giovanni
Su la Plaia me ne vo’ gire
per vedere il capo mozzo
dentro il Sole all’apparire,
per vedere nel piatto d’oro
tutto il sangue ribollire.

Questo si riferisce all’antica abitudine delle ragazze abruzzesi che si svegliavano all’alba per guardare il sorgere del sole poiché la prima che avesse visto nel disco luminoso e sanguigno il volto di San Giovanni decapitato dopo la danza dei sette veli di Salomè, entro l’anno si sarebbe felicemente maritata.

Ed infine la notte di San Giovanni è famosa e resa ancor più magica dai suoi fuochi, accesi per usanza comune in quasi tutta Europa; mille falò scoppiettanti che illuminano l’oscurità e squarciano le tenebre:  una tradizione antichissima, tramandata dai Fenici che adoravano il dio Moloch, gestore del Sole e della Paura del Buio,mentre nella rivisitazione cristiana il fuoco simboleggia la Fede e l’eterno calore dell’Amore.

E all’alba gli innamorati che vorranno vivere insieme felici per sempre, non dovranno fare altro che tenersi per mano e saltare da una parte all’altra delle braci lasciate dal falò finito, esprimendo desideri di fortuna, salute, benessere e serenità.
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