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 Umabel, angelo 61, dei nati fra 21 e il 25 gennaio

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Asineth
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MessaggioTitolo: Umabel, angelo 61, dei nati fra 21 e il 25 gennaio   Sab Gen 24, 2015 4:11 pm

Umabel, angelo 61, dei nati fra 21 e il 25 gennaio


Umabel è il 61esimo Soffio; è il quinto raggio angelico nel Coro mercuriano degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele, nel quale governa le energie del Sole. Il suo elemento è l'Aria; ha domicilio Zodiacale dal 0° al 5° dell'Acquario ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 21 e il 25 Gennaio. I sei Angeli Custodi dell'Acquario, collettivamente, ispirano ai loro protetti amore per la natura, idealismo, apertura mentale, interesse per le innovazioni.
Il nome di Umabel significa “Dio immenso; Dio al di sopra di tutto".


Il dono dispensato da Umabel è AMICIZIA e AFFINITA'.
Umabel dona ai suoi protetti un animo aprticolarmente sensibile ed empatico, dunque capace di sintonizzarsi con gli altri offrendo amicizia e ricevendone. La persona nata sotto il suo influsso, rivolgendosi a lui, otterrà assoluta chiarezza di coscienza riguardo a come agire nel modo più funzionale alla situazione che si sta attraversando. Dice Haziel che l'energia elargita da Umabel ci fa sentire amati appassionatamente da chi la irradia: si tratta di persone intuitive, generose e capaci di interventi disinteressati e molto efficaci. Però si tratterà di interventi preziosi quanto discontinui: spetta a noi saper cogliere il meglio da queste persone senza pretendere di "catturarle". Riguardo alle persone "Umabel", agiranno spendendosi generosamente, ma l’oro che elargiscono senza alcun calcolo verrà sempre restituito loro, grazie a Umabel. Sempre secondo Haziel, l'angelo elargisce un'energia che stimola la personalità morale dell’individuo creando intorno a lui una sorta di armatura, di ossatura, suscettibile di accogliere il Disegno in fase di elaborazione. ..avremo così il moralista teorico, colui che predica ciò che tuttavia non ha mai sperimentato in proprio. In casi eccezionali, è possibile comunque che il predicatore sia portatore di un bagaglio di Disegni Divini, acquisiti nel corso di numerose incarnazioni pregresse. Nel caso suddetto, UMABEL farà circolare ed esteriorizzare la sua memoria; il suo eloquio corrisponderà a realtà vissute, e le sue azioni concorderanno con le sue parole.
Umabel secondo Sibaldi
Questa visione di Haziel concorda con quella di Sibaldi, secondo cui Umabel è l’Angelo dei rabbini, o maestri della legge: di quegli individui, cioè, per loro natura irresistibilmente connessi a qualche supremo senso della misura (nella tradizione ebraica «la Legge»), che provano profonda felicità nel trasmettere le utilissime informazioni che questa connessione fornisce loro. Infatti: Umabe'el: waw-mem-beth/io mi attengo alle norme interiori. Cosa è opportuno, cosa è sconveniente, giusto o deleterio: questo è ciò che gli Umabe’el sanno – e sanno dire – sempre. Il loro problema fondamentale è il coraggio: non è facile, infatti, indicare a un altro i suoi errori e prendersi il diritto di correggerlo e di guidarlo. Agli Umabe’el verrebbe spontaneo: senza alcuna presunzione, dolcemente e candidamente lascerebbero parlare quella loro sapienza al solo scopo di facilitarvi la vita. Ma come non temere che li si prenda per ficcanaso e rompiscatole, e che li si inviti a farsi i fatti loro? Il solo pensiero di una reazione del genere toglie purtroppo ogni forza a molti Umabe’el, sia perché nel farsi i fatti loro non brillano di certo (il loro talento rabbinico vale soltanto nell’interesse altrui; nella propria vita sono puntualmente caotici, ora indecisi, ora impulsivi, spesso inconcludenti), sia perché il loro animo è tenero, e bisognoso di molto affetto, e l’ultima cosa che desiderano è di contrariare il prossimo. Perciò spesso tacciono, per scoprire poi puntualmente che avrebbero fatto molto meglio a parlare: non solo perché i loro pareri sono sempre saggi e importanti, ma perché a vederlo dall’esterno, quel loro sforzo di trattenersi risulta quasi sempre antipatico: «Mmh! Quel tipo mi nasconde qualcosa!» pensano di loro, ed è vero, sì, ma non viene in mente a nessuno che gli Umabe’el si impongano di tacere per modestia e ipersensibilità.
Devono osare, e seguire impavidamente le loro ispirazioni morali. Che si tratti della nuova fidanzata di un loro amico o di un suo nuovo posto di lavoro, gli Umabe’el devono dire quel che ne pensano, anche a costo di ferire qualcuno: saranno ferite salutari. Il loro compito nel mondo è testimoniare che esiste quella Legge, quel limpido universale Criterio applicabile praticamente: gli Umabe’el sono come bussole che in ogni circostanza indichino i punti cardinali, permettendo così alla gente di orientarsi. E poco male se ciò finirà con il farli sentire su un piedistallo – dato che quel piedistallo è stato costruito proprio per loro, perché dirigano il traffico delle opinioni e delle scelte umane. Quanto poi al fatto che chi sta su un piedistallo abbia bisogno di molta gente intorno per non sentirsi solo, è anche questa una circostanza a cui gli Umabe’el faranno bene ad adeguarsi presto. La loro fame d’amore (qualunque cosa possano pensarne prima di aver scoperto se stessi) è infatti talmente grande da non potersi accontentare delle diete normali: se agli altri basta avere qualche amico, agli Umabe’el ne occorrono a decine; se alla maggior parte degli altri basta un partner, per gli Umabe’el non c’è relazione in cui non si sentano presto soffocare. Il loro ideale di vita sarebbe una casa dalle porte sempre aperte, una piazza in cui tutti si avvicinino a loro per chiedere consigli: questo soltanto può soddisfarli; e il loro piedistallo diverrebbe una forma d’amore per l’umanità intera – e sarebbero indubbiamente ricambiati – se il mondo sapesse che quella Legge esiste e che gli Umabe’el sono i suoi premurosi profeti. È capitato, talvolta, che riuscissero a farlo sapere almeno un po’. Francesco Bacone, ai primi del Seicento, fece da bussola nella filosofia, progettando una teoria della conoscenza e una classificazione di tutte le scienze; Thomas Erskine, due secoli dopo, fu tra i primi americani a lottare per l’abolizione dello schiavismo; David Wark Griffith adoperò il cinema (con un piedistallo fatto di suntuosi colossal) per predicare la tolleranza e la passione per l’indipendenza. Ma è molto più frequente imbattersi in Umabe’el pessimisti, profeti inascoltati e divenuti amari o disperati dopo aver cercato invano un partner che a loro bastasse: come il burrascoso lord Byron, o Virginia Woolf, o certi personaggi di Humphrey Bogart (nel bar di Casablanca, per esempio), o Giorgio Gaber. Colpa del mondo? O colpa loro, convintisi – ciascuno per i suoi motivi – che il mondo fosse troppo scettico per poter ascoltare un maestro di vita? Vera o no, è utile per ogni Umabe’el preferire comunque la seconda ipotesi, e confidare. Di professioni adeguate al loro compito non ne mancano: dallo psicologo all’estetista (che anche lei, come i bravi psicologi, tiene a lungo le persone davanti a uno specchio), dal barman al consulente famigliare, al parroco, al poeta, al farmacista e via dicendo. E da ciascuno di questi piedistalli l’Umabe’el può cominciare a predicare, per sentirsi in pace con la propria coscienza e con l’universo intero.
Qualità di Umabel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Umabel sono tolleranza e armonia con gli altri, sincerità, gratitudine, carità, correttezza, amore per la musica; inclinazione per le professioni collegate all'astronomia e alla fisica. Sul piano emozionale quest'angelo, che governa le energie del Sole, dona ai suoi nati un "grande cuore solare": un cuore che ha ragioni che vanno ben oltre quelle della ragione, pieno di buone intuizioni che si avvereranno portando a meritati successi. Proprio per questo, l'angelo dell’Abisso a lui contrario (chiamato Argilon) rappresenta l'inimicizia e la diffidenza. Conduce a narcisismo, abuso di droga, tendenza ad abitudini intossicanti, diffidenza e chiusure verso le persone, di conseguenza solitudine e difficoltà ad avere amici.
Meditazione associata al Nome: Acqua
La Verità da conoscere, connessa a questa meditazione, è che l'Acqua non è un banale elemento fisico, ma è l'elemento che più di tutti collega fra loro tutti gli esseri e offre purificazione e guarigione. Sul piano fisico, dobbiamo immaginare l'acqua come un unico elemento di cui noi siamo letteralmente parte (ricordiamo che il corpo umano è costituito soprattutto da acqua), e non solo sul piano quantico, anche se nella nostra dimensione fisica le "parti" sembrano fra loro separate. In realtà esse lo sono come appare "separata" l'acqua che dal fiume confiniamo in un bicchiere: al di là delle nostre percezioni, in realtà essa continua a fare parte della massa d'acqua che compenetra il mondo. All'inquinamento delle acque appartiene dunque anche tutta la spocizia e l'intossicazione che portiamo nei nostri corpi (il quale raggiunge sempre anche l'anima- e viceversa). Dal punto di vista spirituale, ancor più importante, secondo la Kabbalah e praticamente secondo tutte le religioni, l'acqua è Luce di Dio resa manifesta nel mondo fisico. Non per niente anche presso la nostra religione più diffusa, il Cristianesimo, tutte le apparizioni mariane sono connesse allo sgorgare di sorgenti curative.
Per tutte queste ragioni, l'inquinamento delle acque non è solo un fatto "materiale", ma spia cruciale dell'infelicità del Pianeta: è insieme causa ed effetto di un'angoscia morale che attanaglia l'umanità. La meditazione associata a questo Nome si chiama "acqua" perché la sua vibrazione aiuta a riportare le acque al loro stato originario cristallino, incorrotto e taumaturgico. Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: per la vibrazione di questo Nome siano purificate le acque della Terra, si risveglino le forze della guarigione e dell'immortalità.

Esortazione angelica
Umabel esorta a specchiare noi stessi nei nostri "avversari", anziché giudicarli severamente: comprendendo che ciò che ci dà fastidio in loro è proprio quello che dobbiamo espellere anche da noi stessi, i loro difetti sono immagine delle nostre stesse debolezze, che in noi non sempre riusciamo a vedere.


Giorni e orari di Umabel
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Umabel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 21 maggio, 5 agosto, 17 ottobre, 28 dicembre; ed egli governa, ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 20.00 alle 20.20. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. Il versetto dai Salmi rivolto specificamente a Umabel è: "Sit Nomen Domini benedictum, ex hoc nunc et usque in saeculum (Sia benedetto il Nome del signore, ora e sempre. Sal. 113,2).


Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul solo piano di vero interesse: quello cioè dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque la radice (waw-mem-beth) di questo Angelo (invertendo la posizione delle lettere della radice) risponde alla configurazione: la Papessa-la Morte-l'Innamorato.
Da questo si può trarre una riflessione che nasce dalle domande poste da questi Arcani: Chiede la Papessa (gestazione, accumulo): Cosa nascondo? cosa sto accumulando? cosa c'è di intatto dentro di me? cosa devo studiare? in che rapporti sono con mia madre? Chiede la Morte (trasformazione profonda, rivoluzione): Cosa deve morire in me? cosa devo lasciar andare? cosa si sta trasformando in me? cos'è la mia ira? Chiede l'Innamorato (unione, vita emozionale): Quale scelta devo operare? in quale/i relazione/i sono attualmente coinvolto? qual è il mio stato emozionale?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 21 e il 25 gennaio. L'angelo Umabel appartiene al Coro degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele. A questa decade in particolare (21-30 gennaio), sovrintende poi l'Arcangelo Haniel mentre, complessivamente, il segno dell'Acquario è governato dall'Arcangelo Raziel. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarli, infatti, insieme a quella del loro Angelo Custode Umabel, anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco con le loro influenze specifiche.

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