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 IL CAVALLO INCANTATO

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Asineth
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MessaggioTitolo: IL CAVALLO INCANTATO    Ven Dic 26, 2014 7:18 pm



Nel regno della Persia viveva un importante sultano il quale organizzava ogni anno una festa sfarzosa e tanto ricca che coinvolgeva l’intero Stato. Un giorno durante la sacra celebrazione di tale solennità giunse un indiano il quale mostrò al sultano un cavallo di legno che era capace di sollevarsi e di portare il suo padrone in qualsiasi luogo egli desiderasse. Il sultano credette veramente alle parole dell’indiano quando questi si recò su una montagna e gli porse al ritorno un frutto molto particolare e ricercato. Il figlio del sultano Firuz-Shah era molto presuntuoso e volle spudoratamente salire in groppa al cavallo per vedere come funzionasse. Egli non sapeva nulla dei comandi della macchina e così girò una valvola librandosi in aria e non sapendo come scendere. Trovato il modo, Shah si trovava troppo lontano di casa, e si trovò costretto ad atterrare nel regno del Bengala in India. Il principe persiano atterrò proprio su un tetto di un nobile palazzo dove risiedeva una bellissima principessa. Egli inizialmente esitava, ma poi si introdusse nelle raffinate e profumate stanze della ragazza a cui raccontò tutta la sua travagliata storia. La principessa era di animo nobile e anziché denunciarlo ai genitori si innamorò perdutamente di lui, essendo il giovane di bell’aspetto e molto colto. Così i due nel cuore della notte iniziano a parlare delle loro vite e la principessa ad un certo punto, abbagliata dalle notizie riguardo lo splendore del regno della Persia, voleva seguire il suo innamorato, credendo che il suo regno fosse troppo povero e arretrato. I due così salgono sul cavallo che li porta in Persia. Fino a quel momento il sultano, disperato per la sorte del figlio, ritenuto ormai morto, aveva fatto incarcerare l’indiano ed ora, dopo la notizia dell’arrivo del figlio con una principessa, lo scacciò malamente. L’indiano non perdonò mai tale affronto e di fatti colse l’occasione per intrufolarsi di nascosto nella camera della principessa del Bengala. Infatti Firuz-Shah si era un momento assentato per discutere col padre delle sue nozze con la nobile ragazza.

L’indiano si presentò al custode della principessa come un emissario del sultano venuto a prelevare la fanciulla, ingannando facilmente la sua vittima. La principessa viene così catturata dall’indiano che la porta lontano in India con il suo cavallo volante, tuttavia non la terrà a lungo con sé perché la fanciulla viene salvata dal sultano di quelle terre che fa decapitare il crudele rapitore. Successivamente il sultano progettava di sposare la principessa del Bengala, ritenendola tanto bella e splendente, ma questa non voleva proprio. Anzi, la fanciulla per evitare le nozze, si finse pazza e continuò questa recita per molte settimane. Intanto il promesso sposo Firuz-Shah, non perdendosi d’animo, si travestì da monaco e partì alla ricerca della sua amata. In India il sultano convocava tutti i medici e gli stregoni più noti e potenti del luogo per poter curare la salute della principessa ma invano. Infatti questa continuava a manifestare la sua pazzia in maniera sempre più evidente e preoccupante, per poi smettere di sera. In quelle ore lei piangeva invocando il nome del suo sposo perduto. Dopo qualche tempo il monaco Firuz-Shah vennea sapere della storia di una certa principessa malata di mente che non poteva sposarsi con il sultano locale. Curioso, il monaco si fece presentare e scoprì che la principessa proveniva dal Bengala: la sua sposa perduta! Immediatamente il principe Shah inventò delle storie per visitare la principessa e riuscì a convincere l’animo travagliato del sultano indiano che lo fece accomodare. Così i due innamorati dopo mesi si ritrovavano e si abbracciavano passionalmente. Come fuga, Shah progettò di condurre la principessa in piazza della città sopra il cavallo alato magico che il sultano dell’India aveva fatto rinchiudere nel suo tesoro personale. Sopra la bestia avrebbe messo la principessa e ai fianchi della macchina avrebbe fatto collocare due bracieri che dovevano innalzare molto fumo di incenso per una sottospecie di rito magico. Ciò avviene e i due salgono nel momenti finale del rito sopra il cavallo che si libra in volo
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